Pietro Sermonti intervistato su Twitch

 Pietro Sermonti intervistato su Twitch

Pietro Sermonti intervistato su Twitch (29/01/2021)

Pietro Sermonti subito si presenta come il nonno di Stanis La Rochelle. L’attore subito saluta il gruppo Facebook “Gruppo in cui fingiamo di essere in Boris la serie” con il saluto “da leone” tipico di Stanis.
L’attore racconta un suo personale ricordo relativo ad un corso di primo soccorso per il 118. Teorizza quale potrebbe essere la reazione di un eventuale paziente, fan di Boris, da soccorrere in ambulanza alla vista di uno dei beniamini della serie.

Locandina intervista con Pietro Sermonti su Twitch (29/01/2021)
Locandina intervista con Pietro Sermonti su Twitch (29/01/2021)

Uno dei 2 intervistatori subito chiede come sia recitare bene la parte di un personaggio che recita male. Pietro Sermonti ribadisce che prima della scrittura uno degli aspetti più importanti è la forza del gruppo: l’attore infatti conosce da tanti anni sia Giacomo Ciarrapico che Mattia Torre nonché il suo collega Andrea Sartoretti.
La forza dell’amicizia, già prima di Boris, aveva portato alla scrittura di alcuni spettacoli teatrali. Dopo alcune esperienze lavorative infelici, fatta di frustrazioni, è arrivato il progetto di Boris.

Sermonti definisce il personaggio di Stanis come il regalo più grande del mondo visto che ha avuto la possibilità di impersonare un attore cane. Per lui è stata un’esperienza liberatoria e per il personaggio di Stanis si è ispirato ad alcuni colleghi.

L’attore ricorda una scena dell’episodio 1×03 – Lo scalatore delle Ande della prima stagione di Boris. Ricorda la scena con il ciclista Peruviano, Pedro Benitez, che nella puntata de Gli occhi del cuore 2 lancia un messaggio contro l’uso delle droghe.

Pietro Sermonti intervistato su Twitch (29/01/2021)
Pietro Sermonti intervistato su Twitch (29/01/2021)

Pietro Sermonti racconta come sia stato difficile in Italia riuscire a trovare dei ruoli comici. Esistendo allora soltanto la TV generalista era più difficile riuscire a trovare dei ruoli fuori da quelli che marcavano la carriera di un attore.

L’attore ricorda la puntata pilota della serie, Sampras, girata in un giorno. L’unica differenza tra il pilota e la prima puntata della serie poi andata in onda nel era che Stanis, inizialmente, era un prete giocoliere e non un medico.

Sermonti ricorda che la forza di Boris è proprio nella scrittura. Al di là di qualche guizzo e improvvisazione da parte degli attori, il vero cuore della serie sono i dialoghi e la scrittura dei personaggi.

Pietro Sermonti intervistato su Twitch mostra la sceneggiatura di Sampras (29/01/2021)
Pietro Sermonti intervistato su Twitch mostra la sceneggiatura di Sampras (29/01/2021)

L’attore mostra con orgoglio la sceneggiatura di Sampras, un oggetto a cui tiene tantissimo e che conserva come una reliquia sacra. Ricorda come la serie inizialmente non ebbe il successo che ha adesso e che all’inizio lo guardavano in pochi.

Sermonti ricorda come all’epoca della prima messa in onda, nel , esisteva solo la TV generalista di Rai e Mediaset. Adesso, nel , con lo sviluppo delle piattaformi digitali, Boris ha un nuovo pubblico composto da adolescenti che magari non erano ancora nati ai tempi della tramissione originale su FOX.

Il successo di Boris è dovuto anche ad una serie di fattori favorevoli. Tra questi senza dubbio l’arrivo di Fox sul piano della produzione seriale e la lungimiranza di un produttore come Lorenzo Mieli. I registi poi sono stati liberi di scegliere gli attori più opportuni senza ricevere alcuna pressione.

Leggendo in diretta uno dei commenti, Sermonti ricorda la frase contro i Toscani che hanno devastato questo paese. Una frase più attuale che mai inserita nel contesto politico Italiano attuale.

Rispondendo ad un commento sul personaggio di Fini, Sermonti cita Boris Il film e il ruolo del Parlamanto. Ricorda anche la grande armonia sul set e il fatto che gli attori fossero sempre presenti, anche quando non erano convocati.

Ricorda anche il personaggio di Martellone e il fatto di come i tormentoni dei personaggi abbiano in parte condizionato la vita degli attori. Sermonti si ritiene abbastanza fortunato, a differenza di Carolina Crescentini, Carlo De Ruggieri o Massimiliano Bruno i cui tormentoni erano più espliciti e dunque di maggiore impatto.

Nella sua lunga intervista, che potete rivedere al link https://www.twitch.tv/videos/892977455, Pietro Sermonti ricorda anche la serie Buttafuori e la consiglia ai fan di Boris. La serie, diretta da Giacomo Ciarrapico, aveva come protagonisti Valerio Mastandrea e Marco Giallini.

A fine intervista, parlando delle scene preferite della serie, ricorda una scena dell’episodio 3×07 – Come Durok della terza stagione. Ad inizio episodio Duccio sale sul palco del Roma Fiction Fest. Qui, strafatto dopo aver assunto della cocaina, dice al pubblico in sala “Vi vedo verdi“.

Racconta diversi aneddoti legati alla serie e svela come Fox volesse anche produrre, oltre alla serie, anche dei miniepisodi tratti da Gli occhi del cuore. L’idea purtroppo poi non ha avuto un seguito.

Nel domandone finale non poteva mancare il quesito su Boris 4. Sermonti evita la domanda improvvisando un muto e quindi difatti non ha dato maggiori informazioni.

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