Alberto Di Stasio intervistato su Twitch

 Alberto Di Stasio intervistato su Twitch

Alberto Di Stasio intervistato su Twitch (27/01/2021)

Alessandro Covone oggi pomeriggio ha intervistato Alberto Di Stasio su Twitch. L’attore napoletano, dopo una divertente introduzione in cui parla di sè stesso, parla della sua carriera. I suoi esordi sono a teatro dove, dopo diverse opere, recita con Mariangela Melato.

Locandina intervista con Alberto Di Stasio su Twitch (27/01/2021)
Locandina intervista con Alberto Di Stasio su Twitch (27/01/2021)

Dopo il teatro sono arrivati il cinema e la televisione. L’attore ricorda di aver lavorato con il regista Bellocchio fino ad arrivare alla serie Boris. L’attore, sottovoce, conferma la quarta stagione di Boris. Con grande gioia ribadisce 2 volte la tanto sperata notizia. L’attore afferma che le riprese si dovrebbero tenere in estate. La messa in onda è prevista per l’autunno o comunque per l’inizio del prossimo anno.

Alberto Di Stasio intervistato su Twitch (27/01/2021)
Alberto Di Stasio intervistato su Twitch (27/01/2021)

Alla domanda dove verrà trasmesso l’attore napoletano conferma che sarà presente su una piattaforma online, tuttavia senza specificare quale. Probabile che sia Netflix ma ancora non è sicuro. L’intervistatore continua la sua intervista chiedendo qualche anticipazione o se ci saranno new entry nel cast della serie.
Alberto Di Stasio risponde dicendo che la nuova stagione è ancora in scrittura e quindi ancora è prematuro parlarne. Ricorda la prematura scomparsa di Mattia Torre e di conseguenza la scrittura è affidata a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico

L’attore ricorda i suoi esordi a 17 anni a teatro, a 19 anni già iniziava con le tournee in tutta Italia.
Tournee che da qualche anno non fa più visto che sono impegnative dal punto fisico e sopratuttto in questo periodo sono bloccate a causa del COVID-19.
Ribadisce l’importanza del teatro sia dal punto di vista umano ma anche lavorativo visto che rappresenta un settore molto importante del nostro Paese.

Alla domanda se preferisce fare l’attore o il regista di teatro, l’attore risponde che non ha una particolare preferenza in quanto entrambe le esperienze gli hanno dato molte soddisfazioni.
Egli preferisce fare i personaggi problematici, estremi e che richiedono una maggiore preparazione del personaggio.

Nella sua lunga intervista, che potete rivedere su YouTube al link https://www.youtube.com/watch?v=x646EG48J0U, l’attore parla anche di Sergio, il suo personaggio di Boris. Ricorda il provino per il ruolo che inizialmente non aveva quella verve comica che è riuscito ad infondere Alberto Di Stasio.

Menziona alcune delle battute della serie, come quando nella terza stagione chiede ad Alessandro di mangiare una bistecca di prima mattina oppure quando nella seconda puntata della prima stagione chiede al povero stagista di firmare gli assegni e di restituirglieli.
Ricorda anche la primissima scena di Boris, quella in cui il povero Alessandro arriva sul set e chiede del regista. Il delegato di produzione lo manda subito a quel paese senza nemmeno prestargli attenzione.

Alla domanda su quale sia il protagonista della serie, Alberto Di Stasio risponde che è Francesco Pannofino in quanto il personaggio di René è centrale nella narrazione. Ricorda anche la scena con Padre Gabrielli, interpretato da Padre Guzzanti, ripetuta tante volte a causa delle troppe risate.
La scena della consulenza sulla famiglia, nella seconda stagione, ha causato tante risate non solo da parte dei 2 attori protagonisti ma anche ai membri della troupe che assistevano alle riprese.

Alla domanda sulla longevità della serie, uscita 14 anni fa su Fox, l’attore risponde che è dovuta alla scrittura e alla sceneggiatura. Un’altro punto a favore è stata la scelta degli attori, selezionati dagli autori con dei provini. Quest’ultimi sono stati liberi di scegliere gli interpreti più opportuni.
La bravura degli attori ha inoltre dato credibilità ai personaggi che sono tutti reali nel mondo dalla televisione: sono tanto reali le “cagne maledette” quanto i produttori come Sergio con problemi di budget giornalieri.

L’attore inoltre anticipa che la nuova serie non parlerà più dell’ambiente televisivo classico bensì sarà più attuale e parlerà delle nuove realtà produttive delle piattaformi digitali. Rispondendo ad una domanda sulle difficoltà di interpretare un attore “cane“, Alberto Di Stasio esalta la bravura sia di Pietro Sermonti che di Carolina Crescentini.

Alla domanda se la serie avesse altro da raccontare con una nuova stagione, l’attore risponde che da una parte c’è il timore di non voler deludere i fan ma dall’altra parte non è un tributo a Boris. Sarà una continuazione, una nuova storia da scrivere senza l’effetto nostalgia del passato.
Ricorda con piacere anche il personaggio di Itala, interpretata da Roberta Fiorentini, ma il suo personaggio preferito era quello di Corinna.

Viene chieste quali sono le scene preferite con e senza Sergio e ricorda la scena con Paolo Sorrentino, scena in cui il delegato di produzione lo scambianda per Mattia Garrone.
Un’altra scena è tratta dall’inizio della seconda stagione quando Sergio propone a René la tigre da inserire sul set dell’Africa ne Gli occhi del cuore.

Raccontando un pezzo di backstage ricorda l’arrivo vero della tigre sul set e il domatore si era raccomandato di non guardare la tigre dritta negli occhi. Ricordando gli aneddoti del set, Alberto ricorda le partitelle a pallone durante le pause e l’ira della costumista che li inseguiva prima di iniziare a girare le scene.

Ricorda anche la scena nei camerini con Mariano ed Alessandro in cui l’attore psicopatico, impugnando una mazza, costringe lo stagista a cantare. Per quanto riguarda il film, ricorda le scene con Marilita Loy, la bravissima attrice del film La Casta, che nelle prime scene parla a voce bassissima.

L’attore ricorda anche La partita, film del 2018 diretto da Francesco Carnesecchi. Nella pellicola ha girato affianco a Francesco Pannofino. La sintonia tra i 2, perfezionata in Boris, ha contribuito al successo del film. L’attore ha riavuto modo di esprimersi in dialetto romano e di interpretare un personaggio tragico.

A fine intervista dà dei consigli sui giovani attori che si affacciano per la prima volta nel mondo della televisione, cinema e teatro.

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